Su dono e amore
Non ho niente da offrirti che sia degno di te, ed è solo in ciò che mi sento povero. Ti offro quindi la sola cosa che possiedo: me stesso. Accogli con benevolenza questo dono, quale che sia, e pensa che gli altri si sono tenuti per sé ancora più del molto che ti hanno dato.
— Seneca, De Beneficiis
Chi ha offerto se stesso all’amico, ha dato tutto ciò che poteva e tutto ciò che l’altro potrebbe mai desiderare. “Offrire se stesso” significa darsi incondizionatamente, donare il proprio ascolto e la propria confidenza, dare all’altro la verità che teniamo nel cuore. Per questo l’amicizia è nudità: offrire la propria amicizia significa prima di tutto darsi senza maschere, senza protezioni, senza autodifese. Si tratta di un atto di immensa fiducia che, per il semplice fatto di mostrarsi, suscita nell’altro una risposta simile. L’amico che riceve se stesso dall’altro è portato a darsi a sua volta. Nell’atto di offrirsi come dono si riconosce l’essenza di ogni relazione autentica: non il calcolo, non la convenienza, ma la reciprocità disinteressata che rende ricchi tutti i soggetti coinvolti.
Se l’amicizia è questa nudità, l’amore non può essere mendicato. La forza di un sentimento autentico nasce dalla sua stessa sorgente, non dalla risposta che ottiene.
L’amore non bisogna implorarlo e nemmeno esigerlo. L’amore deve avere la forza di attingere la certezza in se stesso. Allora non sarà più trascinato ma trascinerà.
— Hermann Hesse, Sull’amore
Se pensi che il tuo amore debba dipendere dall’essere amato, rischi di non amare mai in attesa che qualcuno ti ami. Se pensi che il tuo amore debba legarsi a oggetti o cose esterne a te, amerai fintantoché quelle transitorietà non decideranno di abbandonarti. Questo non ha a che fare con l’amore, al massimo con la nostra abissale fragilità. In realtà, l’essere amato dipende direttamente dalla tua capacità di amare e di offrirti. E le cose a te esterne esistono e ti sono alleate fintantoché sei consapevole della loro fragilità. L’amore non è la somma di ciò che due persone si danno; è piuttosto la capacità di ognuno di riconoscersi nell’altro senza smarrire se stesso. Un amore che trascina è quello che trae la propria certezza da sé stesso: è libero perché non chiede nulla che già non possegga.
A prestissimo!



