Sono islamofobo?
Su paura, razzismo e legittima critica culturale
Dalla puntata del Podcast Daily Cogito del 6 ottobre 2025.
«Islamofobo» è un’accusa che spesso mi è stata lanciata contro. Certo, in passato ho parlato criticamente dell’islam. Certo, mi sono opposto ad alcune abitudini culturali delle comunità musulmane. Ma questa è una fobia? Assolutamente no.
E oggi voglio spiegarvi perché. Bentornati su Daily Cogito.
Punti chiave:
Fobia vs critica razionale
La fobia nasce da impulsi irrazionali; la critica nasce dalla ragione. Etichettare tutto come fobia serve solo a silenziare il dibattito.
Libertà di espressione
Arrestare o censurare per opinioni critiche sull’islam mina i principi democratici.
Civiltà e razzismo
Rifiutare la sharia in un contesto laico non è discriminazione, è difesa della Costituzione.
Dialogo autentico
Esiste un islam moderato, ma servono coraggio e confronto per favorirne l’emergere.
Riforma e speranza
Come il cristianesimo ha saputo rinnovarsi, così può fare l’islam se accetta la critica come stimolo e non come offesa.
Che cos’è una fobia?
Si tratta di una paura irrazionale scatenata da impulsi inconsci che, di fronte a una data esperienza, riemergono fuori dal controllo dell’individuo.
Per esempio: l’aracnofobia — vedo un ragno e, nonostante sia innocuo, salto, mi spavento, scappo.
Oppure l’agorafobia — essere in uno spazio aperto, con tante persone, e provare un’angoscia senza senso.
Queste sono fobie perché, in primo luogo, sono irrazionali; in secondo luogo, istintive; e infine, profondamente inserite nell’inconscio della persona.
Inoltre, la fobia è spesso nei confronti di un elemento innocuo, poco pericoloso. Molti psicologi cercano di acquietarla attraverso una controllata esposizione al fenomeno che la suscita: se hai paura dell’altezza, devi sfidare la vertigine; se temi i ragni, devi avvicinarti gradualmente a essi.
Tutti questi sono motivi per cui attribuire a qualcuno il termine “islamofobia” è altamente problematico. In passato ho criticato anche in modo acceso alcuni aspetti culturali dell’islam; ritengo estremamente complicato creare le condizioni perché, così com’è vissuto oggi, possa convivere pacificamente con le democrazie occidentali. Ma nulla di tutto questo ha a che vedere con la fobia.
Ci sono ragioni molto ragionevoli, discutibili, che non poggiano su istinti o angosce inconsce.
Affronto il tema oggi per due motivi:
L’ondata di sostegno al popolo palestinese è spesso mescolata con un’acritica simpatia per l’islam, secondo me mal riposta.
In Europa stanno accadendo cose preoccupanti.
In Gran Bretagna, per esempio, il partito laburista ha proposto un disegno di legge che estende la punibilità dell’“islamofobia”: una definizione assurda. Durante le manifestazioni a Londra, anche quelle pro-Palestina, si sente ormai spesso il motto Sharia for UK, con cui si propone l’estensione della legge islamica alla società britannica — cosa molto problematica.
Un caso recente: un cittadino britannico è stato arrestato per aver pubblicato su X un meme offensivo verso l’islam. Arrestato di notte, portato via e rilasciato il giorno dopo. Sarebbe come se pubblicassi un meme su Gesù e la polizia venisse a prendermi per “cristianofobia”.
È follia, non islamofobia.
La parola “islamofobia” rischia di essere un’etichetta ideologica che mescola razzismo e critiche legittime in un unico calderone.
Dire, per esempio: «Voglio cacciare gli arabi perché violenti e pericolosi» è razzismo.
Dire: «Non voglio musulmani nella mia azienda» è islamofobia.
Ma affermare: «È problematico avere cittadini che predicano la superiorità della sharia sulla Costituzione italiana» — questo non è islamofobico. È una critica politica e razionale.
Noi europei abbiamo separato, attraverso lo scisma, il potere spirituale da quello temporale. Dire che il reato di blasfemia non può esistere in una società democratica non è cristianofobia; e se l’islam prevede la punizione corporale per blasfemia, criticarlo è legittimo.
Il termine “islamofobia”, usato politicamente, chiude il dialogo.
Io dialogo con musulmani che non vogliono imporre la sharia, che non reagiscono con violenza alle vignette su Maometto, che condividono apertura e spirito critico.
Questo è il contrario della fobia.
Questo dialogo può migliorarci vicendevolmente, perché nella cultura islamica ci sono tante cose affascinanti: la visione della carità, la dedizione alla preghiera… tutte cose che ritengo ispiranti.






